16 Novembre 2020

Investimenti in R&S 2015 e 2016? E’ ancora tempo di credito d’imposta

Investimenti in R&S 2015 e 2016? E’ ancora tempo di credito d’imposta

Il credito d’imposta R&S è rivolto a tutte le imprese.

L’incentivo (credito d’imposta) è calcolato sul valore incrementale delle spese di ricerca e sviluppo registrate in ciascuno anno per cui si intende beneficiare rispetto alla media annuale delle stessenei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 Dicembre 2015 (2012-2014).

Il credito  non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi né ai fini IRAP.

Per determinare il credito rilevano le spese per:

  1. a)personale dipendente o collaboratori;
  2. b)strumenti e attrezzature di laboratorio;
  3. c)spese relative a contratti di ricerca stipulati con Università, enti di ricerca ed organismi equiparati, con altre imprese e con professionisti in totale autonomia di mezzi e di organizzazione;
  4. d)competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica,

Per il biennio 2015-2016 il credito d’imposta spetta nella misura del 25% o del 50% in relazione alla tipologia di costi eleggibili.

In particolare, è prevista l’aliquota del 25% per  gli strumenti ed attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali; che aumenta al 50% per personale altamente qualificato addetto alla R&S e Ricerca e Sviluppo..

Dal 2017 l’aliquota è fissa al 50.

Rientrano i costi sostenuti (vedi art.109 del TUIR) dal periodo di imposta 2015  sino al 2020.

Chi ha realizzato investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo ha ancora il tempo necessario per assolvere agli adempimenti previsti per l’accesso al credito d’imposta R&S: per il 2015 il termine ultimo è il 25 marzo 2021.

Per gli anni successivi al 2015 la dichiarazione integrativa potrà essere presentata entro il 31 Dicembre del 5° anno successivo quello di presentazione del modello da integrare (ossia entro i nuovi termini per l’accertamento), i.e. per il 2016 il termine è il 31 Dicembre 2022, sempre che venga chiarito in dettaglio il differimento dell’attività di accertamento di 85 giorni dall’ 8 Marzo al 31 maggio 2020 a causa del Covid19, per i periodi successivi al 2020, e che la proroga di 85 giorni non si estenda anche agli anni successivi.

CERTIFICAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE CONTABILE

Il decreto ministeriale attuativo del 27 Maggio 2015 prevede l’obbligo di certificazione della documentazione contabile.

Come precisato inizialmente l’attività di certificazione contabile è rendicontabile il limite massimo di 5.000 euro, se non resa da chi è preposto alla revisione legale dei conti.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 5/E del 16 Marzo 2016, ha disposto l’obbligo di:

Certificare la documentazione contabile entro la data di approvazione del bilancio, allegare la stessa al bilancio

Come specificato da Agenzia delle Entrate, nell’ambito della circolare 13/E del 27 Aprile 2017 al par. 4.9.1 Dal suddetto adempimento non dipende né il momento in cui sorge il diritto al credito di imposta né quello a partire è possibile la sua fruizione, stante l’automaticità del riconoscimento del credito stesso a seguito dell’effettuazione delle spese agevolate. Ancorché l’inosservanza dell’adempimento non pregiudichi il diritto alla spettanza dell’agevolazione e la relativa fruizione, al fine di non vanificare la previsione normativa circa l’obbligo di indicazione in dichiarazione del credito di imposta, si precisa che la mancata esposizione nel quadro RU dei relativi dati va sanata mediante la presentazione da parte dell’impresa beneficiaria di una dichiarazione integrativa.”

Pertanto se la presentazione della dichiarazione integrativa permette di regolarizzare la posizione fiscale, occorre prestare attenzione al fatto che il bilancio di esercizio relativo all’annualità in esame prevede che sia il credito per ricerca e sviluppo e le attività relative vengono espressamente menzionate sia nel bilancio e nella nota integrativa (o relazione della gestione) dell’anno di riferimento.

Ebbene anche in questo caso interviene il soccorso la circolare 13/E di Agenzia delle Entrate del 27 Aprile 2017 che al paragrafo 4.9.2  sancisce che la disciplina agevolativa non subordina il diritto alla spettanza del credito di imposta, né la sua concreta fruizione, alla rilevazione in bilancio del relativo provento.”

Tutto ciò significa che il credito di imposta non indicato nei precedenti bilanci costituisce un componente positivo nell’esercizio in cui si manifesta, nel rispetto di corretti principi contabili.

UTILIZZO DEL CREDITO DI IMPOSTA

Come previsto dalla circolare 5/E del 16 Marzo 2016  “il credito di imposta in esame può essere utilizzato in compensazione senza alcun limite temporale.”

Fabrizio Giola