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29 Novembre 2020

Industria 4.0: il punto sugli investimenti del 2020 prima della scadenza del 31 dicembre.

Industria 4.0: il punto sugli investimenti del 2020 prima della scadenza del 31 dicembre.

Avvicinandosi la fine dell’anno 2020 è opportuno fare il punto sugli investimenti delle imprese e sulle opportunità che la normativa riserva.

È vero che l’anno è stato contrassegnato dal Covid-19 e la maggior parte degli imprenditori hanno dovuto affrontare problemi ben più seri e diversi dal rinnovo delle strutture produttive, ma è anche vero che qualche imprenditore “illuminato“e/o fortunato per l’andamento del proprio settore produttivo si trova oggi nella situazione di dover valutare nuovi investimenti per affrontare la ripresa economica che a breve ci attende.

Per affrontare l’argomento occorre fare il punto della situazione sulle norme agevolative per investimenti che riguardano l’anno 2020.

La Legge di bilancio per il 2020 (L.160/2019) non ha prorogato il super-ammortamento e l’iper-ammortamento per il 2020 (salvo alcune code temporali per permettere la realizzazione degli investimenti avviati nel 2019) che vengono così a scomparire ed al loro posto è stato creato un credito d’imposta per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali nuovi secondo le regole del Piano Nazionale Impresa 4.0, per sostenere :

  • il processo di transizione digitale delle imprese;
  • la ricerca e sviluppo e l’innovazione tecnologica;
  • l’economia circolare e la sostenibilità ambientale.

Gli investimenti in beni strumentali devono rispondono ai requisiti di Industria 4.0, destinati a strutture produttive ubicate in Italia, e gli investimenti devono effettuati nel periodo compreso tra il 1.01.2020 ed il 31.12.2020 (o entro il 30.06.2021 se prima del 31.12.2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia stato pagato un acconto di almeno il 20%).

Gli investimenti agevolabili sono quelli che riguardano gli investimenti in:

  • beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa;
  • beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa;

come previsti dall’allegato B della Legge 11.12.2016, n. 232 e ss.mm.

Sono invece esclusi i beni indicati all’art. 164, comma 1, TUIR (autoveicoli se non strumentali all’attività di impresa) i beni con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, i fabbricati e le costruzioni nonché i beni gratuitamente devolvibili per le imprese operanti in concessione.

Il credito d’imposta spetta in misura differente in base alla tipologia di beni:

  • per i beni materiali “Industria 4.0” il credito d’imposta è del 40% del costo pe rinvestimenti fino a 2,5 milioni di euro e del 20% per investimenti fra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • per i beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a “Industria 4.0” il credito d’imposta è del 15% del costo per investimenti fino a 700 mila euro;
  • per gli altri beni il credito d’imposta è del 6% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile solamente in compensazione in 5 quote annuali di pari importo per i beni materiali e in 3 quote annuali di pari importo per i beni immateriali.

L’agevolazione può essere usufruita a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni o a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale, non si applica il limite di 700.00 alle compensazioni con F24, nonché non trova applicazione il limite di euro 250.000 relativo al quadro RU del modello Unico.

Si precisa che il credito d’imposta non può formare oggetto di cessione o trasferimento (neanche all’interno del consolidato fiscale).

È previsto un nuovo adempimento sotto forma di invio di apposita comunicazione al Ministero dello sviluppo economico (MISE), che però ha valore conoscitivo e non vincolante al fine dell’accesso alla agevolazione. Le caratteristiche tecniche, le modalità ed il contenuto della comunicazione sono in attesa di apposito decreto in attesa di emanazione da parte del MISE.

Il credito d’imposta concesso non concorre alla formazione della base imponibile per le imposte sui redditi e IRAP, ed è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, purché il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

Il legislatore ha altresì imposto ai beneficiari dell’agevolazione degli specifici obblighi di conservazione documentale che dimostri l’effettivo sostenimento e la determinazione dei costi agevolabili, pena la revoca del beneficio.

Non occorre la certificazione dei costi da parte di un revisore come per il Credito R&S, ma conformemente alle regole “Impresa 4.0” le imprese sono inoltre tenute a produrre una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere (o perito industriale)  da cui risulti che i beni possiedono i requisiti tecnici e di interconnessione secondo le regole “industria 4.0, salvo che per i beni di costo unitario non superiore ad € 300.000, per i quali la perizia può essere sostituita da dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal legale rappresentante.

Se i beni in esame vengono venduti o trasferiti all’estero entro la fine del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il credito d’imposta è revocato per la quota corrispondente al costo dei beni ceduti e/o trasferiti, e la quota di credito eventualmente già compensata con F24 va restituita entro il termine per il versamento delle imposte a saldo del periodo di imposta interessato dalla cessione.

Dopo aver brevemente ripassato in rassegna le condizioni per l’accesso alle agevolazioni per l’acquisto di beni materiali secondo le regole di industria 4.0, ricordiamo pertanto a coloro i quali non avessero completato l’iter procedurale d’acquisto, che hanno tempo fino al 31 dicembre 2020 per procedere agli ordini con la corresponsione dell’acconto del 20% al venditore, per avere così diritto all’agevolazione.

Fabrizio Giola