fabri bella 1
7 Novembre 2020

In attesa del DL Ristori 2

Non sono ancora giunti a destinazione i “ristori” cioè i bonifici dell’agenzia delle entrate promessi con il decreto del 27 ottobre per le attività colpite dalla chiusura di fine ottobre, che già il Consiglio dei ministri ha emanato fra il 6 e il 7 novembre un secondo decreto per far fronte alle chiusure derivanti dalle zone rosse arancioni e gialle.

Il decreto è al momento preannunciato da un comunicato stampa e siamo in attesa di conoscere il testo in dettaglio.

Fra le luci di questo provvedimento apprezziamo per la prima volta la tempestività dell’intervento e la sensibilità dimostrata nell’ intervenire con la sospensione delle scadenze per il 15 di novembre nelle zone rosse: è segno che alla lunga qualcosa si impara.

Restano tuttavia le ombre delle gravi criticità dell’approccio errato nei confronti dell’emergenza economica: i contributi erogati con il decreto ristori 1 procedono automaticamente ricopiando esattamente i contributi erogati la scorsa primavera, benché il provvedimento originario contenesse una serie di errori

Infatti ad Aprile si sono erogati i contributi (bonus 600 euro) nei confronti di tanti soggetti economici, senza alcuna verifica in merito alla sussistenza di riduzioni reddituali a causa del Covid 19: in pratica i bonus sono stati erogati indipendentemente da livelli di reddito e senza condizioni, nemmeno la dichiarazione di essere stati danneggiati dal Covid 19.

Gli effetti che abbiamo visto sono connessi a numerosi casi di soggetti più che abbienti, senza danni da Covid 19,  e che hanno ottenuto il bonus semplicemente perché era un loro diritto (esattamente come i parlamentari costretti alle dimissioni per aver ottenuto il bonus 600 euro, senza che fosse data evidenza che se errore c’è stato era insito nella norma priva di qualsiasi requisito per l’accesso al bonus)

Gli interventi destinati alla generalità della platea creano l’effetto di dare poco a tutti, di favorire coloro che non hanno diritto e penalizzare coloro che avrebbero dovuto essere i beneficiari della norma.

Oggi col decreto Ristori uno e Ristori due assistiamo in pratica alla stessa situazione:

Per voler fare bella figura con l’erogazione immediata dei bonus, si ripetono gli errori precedenti e si tenta di coprire l’inefficienza di una pubblica amministrazione che lavora

E puerile immaginare che la corretta forma di sostegno economico alle attività economiche oggi in lockdown sia fornita dall’incrocio della percentuale del calo di fatturato di un periodo oramai vecchio di sei mesi e di un codice ateco  (che fra l’altro ha ben altre funzioni)

Si è scelto un intervento populista, demagogico, stra utilizzato per supportare le fasce più deboli della popolazione , che invece danneggia le nostre attività produttive per l’incapacità e la mancanza di volontà di voler affrontare il problema in maniera documentale e mirata.

Fabrizio Giola