Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026-2027 rappresenta un’opportunità per imprese e professionisti soggetti agli ISA, ma la scelta di aderire richiede una verifica preventiva dei requisiti e un’attenta valutazione della convenienza economica. Il percorso parte dall’ammissibilità e dall’ottenimento della proposta dell’Agenzia delle Entrate e arriva, entro il termine previsto, all’accettazione o all’eventuale revoca.
1. Chi può aderire al CPB 2026-2027
Il primo requisito è l’applicazione effettiva degli ISA per il periodo d’imposta 2025. Possono quindi valutare l’adesione i contribuenti che hanno concluso il precedente biennio 2024-2025, quelli che non hanno mai aderito al CPB e gli ex forfetari che nel 2025 sono usciti dal regime agevolato e sono diventati soggetti ISA.
Non possono invece aderire al biennio 2026-2027 i contribuenti che hanno già una proposta CPB in corso per il biennio 2025-2026.
Occorre inoltre verificare l’assenza delle principali cause ostative: debiti tributari e contributivi definitivi superiori a 5.000 euro, condanne irrevocabili per i reati tributari rilevanti nei periodi previsti dalla normativa e le ulteriori cause di esclusione disciplinate dal D.Lgs. 13/2024.
Particolare attenzione va riservata alle operazioni straordinarie effettuate nel 2025 e alle situazioni che determinano l’inapplicabilità degli ISA. Al contrario, il semplice aggiornamento del codice ATECO 2025 dovuto alla riclassificazione ISTAT non determina, di per sé, la cessazione dal concordato.
2. Come si ottiene e si accetta la proposta
Una volta verificata l’ammissibilità, la proposta di concordato viene resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate attraverso i propri sistemi telematici. Gli intermediari possono inoltre gestire le richieste anche in modalità massiva.
Prima di procedere all’accettazione è fondamentale controllare la correttezza dei dati utilizzati per la proposta, perché eventuali modifiche ai dati ISA o alla dichiarazione possono rendere necessario un nuovo calcolo.
L’adesione può avvenire in due modalità:
- in via autonoma, mediante il frontespizio del modello Redditi 2026 e il modello CPB, indicando il codice 1 nella casella “Comunicazione CPB”;
- congiuntamente alla dichiarazione dei redditi, attraverso un unico invio di Redditi, ISA e modello CPB.
Il termine per aderire al CPB 2026-2027 è il 2 novembre 2026. Dopo tale scadenza non è possibile utilizzare la remissione in bonis per sanare la mancata adesione.
3. Come leggere la proposta: P02-P10
La compilazione del modello CPB richiede particolare attenzione.
Il rigo P02 riguarda l’assenza delle cause di esclusione, mentre il P03 consente di indicare eventuali circostanze eccezionali che possono determinare una riduzione della proposta.
Il P04 contiene il reddito rilevante ai fini del concordato, determinato dopo le specifiche rettifiche previste dalla normativa: non coincide quindi necessariamente con il reddito semplicemente indicato in dichiarazione. I righi P05, P08 e P09 riguardano invece i valori rilevanti ai fini IRAP, mentre P06 e P07 riportano la proposta di reddito per il 2026 e il 2027.
Infine, la casella P10 rappresenta l’accettazione formale della proposta.
È importante ricordare che il reddito indicato nella proposta non coincide automaticamente con l’imponibile fiscale definitivo: nel calcolo delle imposte intervengono successivamente le regole relative a perdite, deduzioni, detrazioni, ritenute, acconti ed eventuali altre componenti previste dalla disciplina.
4. È possibile cambiare idea? Revoca entro il 2 novembre 2026
Il contribuente può modificare la propria scelta entro il 2 novembre 2026.
La revoca può essere effettuata autonomamente utilizzando il codice 2 nella casella “Comunicazione CPB”. Per il biennio 2026-2027 è inoltre prevista la possibilità di utilizzare il codice 3 nell’ambito del flusso dichiarativo, con la revoca delle precedenti comunicazioni di adesione e la possibilità di presentare contestualmente una nuova adesione.
Fino alla scadenza, pertanto, è possibile effettuare una nuova trasmissione per correggere la scelta precedentemente effettuata. Dopo il 2 novembre 2026, invece, la scelta diventa definitiva e non è possibile regolarizzarla attraverso una dichiarazione tardiva o la remissione in bonis.
Per le società di persone e le associazioni professionali, la decisione deve essere valutata con particolare attenzione, poiché l’adesione coinvolge anche i soci e richiede una verifica preventiva degli effetti fiscali complessivi.
5. CPB 2026-2027: conviene aderire?
Superare i requisiti di accesso non significa necessariamente che il concordato sia conveniente.
La valutazione deve confrontare la proposta dell’Agenzia delle Entrate con il reddito e il risultato economico realisticamente attesi per il 2026 e 2027, tenendo conto dell’andamento storico dell’attività, delle prospettive di crescita o contrazione, della struttura dei costi, della fiscalità complessiva e dei possibili eventi straordinari.
Per questo motivo, prima di accettare la proposta è opportuno effettuare una simulazione personalizzata, verificando sia l’ammissibilità sia gli effetti fiscali ed economici dell’adesione.
Il nostro Studio assiste imprese, professionisti e società nella verifica dei requisiti, nell’analisi della proposta CPB 2026-2027, nella simulazione della convenienza e nella gestione della procedura di adesione o revoca, con l’obiettivo di consentire al contribuente di assumere una decisione consapevole e coerente con la propria situazione fiscale ed economica.









