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28 Novembre 2020

Acconti d’imposta dal 30 Novembre al 10 Dicembre 2020, per molti ma non per tutti.

Nel ribadire che i soggetti non titolari di partita iva (e quindi tutte le persone fisiche) devono provvedere al versamento del secondo acconto di imposta entro il 30 di novembre 2020, vogliamo informarvi che ieri il ministero ha annunciato la proroga con comunicato stampa a valere solamente per i titolari di partita iva e detta proroga prevede lo slittamento del termine per il versamento della seconda delle imposte sui redditi e dell’IRAP dal 30 novembre al 10 dicembre 2020 (termine che per alcuni è fissato  al 30 aprile 2020).

Il termine per la presentazione delle dichiarazioni Modello unico 2020 è parimenti differito al 10 dicembre 2020.

Da un punto di vista formale la norma sarà contenuta nel c.d. DL “Ristori-quater”, in corso di adozione.

L’intervento normativo interviene anche sul termine del 30 aprile 2021, per il versamento degli acconti, per il quale Io erano già previste delle categorie di soggetti interessati al differimento, e c’è oggi vengono ad essere ampliate.

Per dare un quadro completo delle scadenze relative agli acconti di imposta occorre quindi fai riferimento alla seguente tabella

SCADENZA

SOGGETTI

 

30 novembre 2020

Soggetti non titolari di
partita IVA, per i quali la scadenza del pagamento della seconda rata degli acconti
resta ferma al 30 novembre 2020.

 

 

 

10 dicembre 2020

Soggetti titolari di
partita IVA, per i quali il termine di versamento della seconda o unica rata
è posticipato dal 30 novembre 2020 al 10 dicembre 2020 e non in possesso dei
requisiti di


calo del fatturato


identificazione dell’attività con codice Ateco come previsto dagli
allegati al DL Ristori ter comportante la sospensione delle attività e sede operativa
nelle zone rosse (o ristoranti nelle zone arancioni)

 

 

 

30
aprile 2021

Soggetti ISA:

Differimento già previsto
con il decreto Ristori bis in presenza di una delle seguenti condizioni:
– nel primo semestre dell’anno 2020, hanno registrato una riduzione del
fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo
dell’anno precedente;
– indipendentemente dall’andamento del fatturato o dei corrispettivi,
gestiscono ristoranti nelle c.d. “zone arancioni”

– esercitano una delle
attività che sono state sospese per COVID-19, individuate nei due suddetti Allegati,
e contemporaneamente hanno la sede operativa nelle c.d. “zone rosse”.

 

 

 

30
aprile 2021

Soggetti estranei
agli ISA a condizione che si verifichino contemporaneamente le due
seguenti condizioni:,
– operano nei settori economici individuati dai codici Ateco contenuti negli
allegati previsti dal DL Ristori ter e che hanno domicilio fiscale o sede
operativa nelle c.d. “zone rosse” (o gestiscono ristoranti nelle c.d. “zone
arancioni” soggetti comunque ai provvedimenti di chiusura), indipendentemente
dall’andamento del fatturato e dei corrispettivi e dall’ammontare dei ricavi
o compensi 2019;
– ovunque localizzati, e che, nel primo semestre 2020, hanno subito una
diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% rispetto al
primo semestre 2019.